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	<title>Il Comodino Di Paola &#8211; Paola Iannone</title>
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	<title>Il Comodino Di Paola &#8211; Paola Iannone</title>
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		<title>Caroline Criado Perez, “Invisibili”</title>
		<link>https://www.paolaiannone.com/caroline-criado-perez-invisibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 08:16:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Comodino Di Paola]]></category>
		<category><![CDATA[Caroline Criado Perez]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Invisibili]]></category>
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					<description><![CDATA[“Per le donne che non mollano: siate sempre maledettamente difficili”. Il libro inizia così, una dedica che mi ha subito fatto innamorare, perché da una vita mi sento dire che io sono “una donna impegnata e impegnativa”, come se scavare in fondo, farsi domande e non accettare lo status quo possa essere una colpa o [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Per le donne che non mollano: siate sempre maledettamente difficili”.</p>
<p>Il libro inizia così, una dedica che mi ha subito fatto innamorare, perché da una vita mi sento dire che io sono “una donna impegnata e impegnativa”, come se scavare in fondo, farsi domande e non accettare lo status quo possa essere una colpa o un’accezione negativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Invisibili è una storia di assenze, perché l’autrice ci dimostra come un’assenza di dati di genere sia “causa-effetto” di quella sorta di non pensiero che concepisce l’umanità come quasi soltanto maschile. Se già scarseggiano i dati sul genere femminile, manca una seria e approfondita disaggregazione e si sa la più grande forma di discriminazione è parlare di donne in generale. Di quali donne stiamo parlando? Di quelle di colore? Delle giovani mamme che lavorano? Delle single? Delle donne di colore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E allora condividerò qualcosa che ho imparato e che non conoscevo. Lo sapevate che il 75% del lavoro di cura non retribuito ricade sulle donne e che esso contribuisce secondo Il McKindesy Global Institute a circa diecimila miliardi di dollari al Pil annuo mondiale?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Moltissime altre sono le casistiche che vi invito a scoprire leggendo il libro, che si conclude con una certezza: non possiamo più consentirci di escludere il 50% dell’umanità dalla produzione della conoscenza, perché tutto quello che si perde sono idee che potrebbero cambiare il mondo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Come se tu non fossi femmina di Annalisa Monfreda</title>
		<link>https://www.paolaiannone.com/come-se-tu-non-fossi-femmina-di-annalisa-monfreda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 10:26:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Comodino Di Paola]]></category>
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					<description><![CDATA[Le regole di Annalisa Monfreda, sono come balsamo! Balsamo vitale per ogni mamma, in preda alla mania di organizzazione compulsiva della famiglia, alla destrezza di organizzazioni multitasking quotidiane, e alla riscoperta del necessario piacere della leggerezza. Sono balsamo, perche’ fanno scivolare tutta una serie di pregiudizi cuciti addosso alle donne, cosi con un colpo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le regole di Annalisa Monfreda, sono come balsamo!</p>



<p>Balsamo vitale per ogni mamma, in preda alla mania di organizzazione compulsiva della famiglia, alla destrezza di organizzazioni multitasking quotidiane, e alla riscoperta del necessario piacere della leggerezza.</p>



<p>Sono balsamo, perche’ fanno scivolare tutta una serie di pregiudizi cuciti addosso alle donne, cosi con un colpo di pettine, che finalmente regala una giusta prospettiva, una prospettiva di felicità.</p>



<p>Ed eccola qui una delle mie lezioni preferite: Imparate a prendervi cura della vostra felicità, se volete occuparvi della felicità degli altri.</p>



<p>Quanto è ovvia questa regola, tanto è necessario stamparsela bene a fuoco, ogni volta che prendiamo un’ora per noi, un interruzione di quel costante “mamma, mamma” che risuona nella testa, una semplice passeggiata in solitudine dove i pensieri&nbsp;accarezzano il cervello.</p>



<p>E Annalisa con il suo balsamo ci riesce, perché il suo racconto è costellato di tanti “Si può fare” che sono viatico di nuove frontiere: un viaggio on the road, una corsa all’alba, una nuova routine serale con i cellulari off-line. “Si può fare ragazze”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo7-1-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4246" width="1299" height="1299" srcset="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo7-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo7-1-300x300.jpg 300w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo7-1-150x150.jpg 150w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo7-1-768x768.jpg 768w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo7-1-650x650.jpg 650w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo7-1.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1299px) 100vw, 1299px" /></figure>



<p><em>“Generazioni di mamme hanno costruito le proprie vacanze sui bisogni dei bambini, la spiaggia migliore, il mare più bello, gli amici vicino, tralasciano la propria felicità, quando invece genitori allegri che si divertono, e che condividono progetti con i propri figli rappresentano un altrettanto bisogno primario”.</em></p>



<p>Essere tristi è un diritto, ma trovare il lato divertente in tutto è un dovere.</p>



<p>Una questione di allenamento, che parte anche dalla riscoperta della leggerezza, “uno spazio che – continua l’autrice – abbandoniamo quando diventiamo madri, convinte che non siamo più li per divertirci, ma per garantire che tutto funzioni”.</p>



<p>Chi lo ha detto tutto questo? Non casca mica il mondo se ci abbandoniamo un po&#8217;?</p>



<p>Il libro è molto di più, contiene messaggi non solo per le mamme, ma per tutte le donne che custodiscono sogni di realizzazioni, con un invito molto importante: ATTENDI CIO’ CHE DESIDERI.</p>



<p>La capacità di esprimere il proprio talento richiede tempismo, fiducia, ma anche ascolto. Ed ecco la mia seconda lezione preferita <em>“Regalate ambizioni agli altri, e accettatene in dono da loro”.</em></p>



<p>I nostri sogni non si avventurano mai in spazi lontani dalla nostra immaginazione. I sogni che invece gli altri fanno per noi, invece, ci fanno scoprire parti di noi di cui siamo ancora all’oscuro. E questa è la responsabilità di essere genitore, o mentore, per guidare future generazioni di talenti a scoprire la loro bellezza, a farne frutto, e condividerne la loro verità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stai Zitta di Michela Murgia</title>
		<link>https://www.paolaiannone.com/stai-zitta-di-michela-murgia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 10:23:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Comodino Di Paola]]></category>
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					<description><![CDATA[Ultimamente dovunque io mi giro, trovo qualche titolo sul femminismo. Questa parola non mi è mai piaciuta, la ho sempre trovata ancorata agli anni 1970, poi ho sentito una diretta Instagram di Michela Murgia, tra l’altro su un profilo IG @Liberiamo che vi stra consiglio, e ho sentito come un pugno allo stomaco. Quella sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ultimamente dovunque io mi giro, trovo qualche titolo sul femminismo.</p>



<p>Questa parola non mi è mai piaciuta, la ho sempre trovata ancorata agli anni 1970,</p>



<p>poi ho sentito una diretta Instagram di Michela Murgia, tra l’altro su un profilo IG @Liberiamo che vi stra consiglio, e ho sentito come un pugno allo stomaco.</p>



<p>Quella sono io!</p>



<p>I toni della Murgia sono i suoi, e possono o meno essere i nostri, ma i contenuti o meglio i messaggio, quelli si che sono i nostri.</p>



<p>Intanto i <strong>Toni</strong>, quante volte vi siete sentite dire “<strong>Hai ragione, ma sbagli i toni</strong>!” La mia voce è particolarmente squillante, e me lo sento dire dalla scuola, non urlare, come se poi il timbro della voce sia qualcosa che si sceglie in dotazione.</p>



<p>In realtà ho scoperto che questa affermazione si chiama<em><strong> “Tone policing”</strong></em> ( farti la lezioncina sui toni ) che serve a spostare l’attenzione dalla sostanza alla forma, togliendo forza alla materia del contrasto. Essendo una forma di paternalismo il tone policing è usatissimo contro le donne, ed il sottinteso è evidente <em>“Protesta gentilmente e silenzionsamente, cosi posso continuare a ignorarti”.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">&nbsp;Brava e pure mamma!”</h3>



<p>Ho sempre pensato che le donne avessero spiccata attitudine per le soft skills, e me ne vantavo pure. Poi ho letto nel libro “<em> L’ossessione della mammizzazione delle donne che arrivano all’apice è parossistica nei media italiani”</em>.</p>



<p>Evidenziare che in un ruolo di potere è arrivata una mamma ha un valore particolare, rassicura tutti, perché mantiene la prevalente attitudine alla cura che la estenderà a tutto il suo agire, anche quello nei luoghi di lavoro. Gli uomini sono essere razionali, le donne relazionali è un assunto che può essere anche vero, ma è assolutamente limitante. Non trovate?</p>



<h3 class="wp-block-heading">“Sei una donna con le palle”</h3>



<p>Quante volte anche io mi sono compiaciuta di ricevere questo complimento, povera stupida.</p>



<p>Anche questo è un pregiudizio. Che sia la mascolinità il parametro per definire l’eccellenza è cosi diffuso che molte donne pensano che la soluzione per non essere sottovalutate sia quella di comportarsi come farebbe un uomo. Quindi la prossima volta, non vi compiacete, c’è poco da sorridere. Non sono complimenti, sono solo certificazioni che in un sistema che rispetta solo quello che teme, per farcela davvero bisogna rassegnarsi a fare paura, come una guerriera.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Adesso ti spiego</h3>



<p>Il “mansplaining” francamente mi era ignoto, forse ora ricorderò meglio il “minchiarimento” coniato dalla Murgia. Il paternalismo, esercitato da un uomo durante una riunione con una donna, nella fattispecie di una semplificazione accondiscendente, sul presupposto che lui ne sappia più di lei, anche quando ci sarebbero abbastanza elementi per supporre il contrario.</p>



<p><em>“Posso accettare che tu, in quanto donna, sappia qualcosa, purche’ ti sia chiaro che questo ti venga spiegato da me”.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Spaventi gli uomini</h3>



<p>Dalle donne ci si aspetta la gentilezza, la dolcezza, e la capacità di mediazione, la decisione forse. Tutte queste cose, anche la mia fantastica mamma, pronta a supportarmi in tutte le mie scelte di realizzazione professionale, me le ha sempre dette, ricordate, sussurate. Era la sua educazione, mica biasimarla per questo.</p>



<p>La <strong>scrittrice Ngozi</strong>, in un video diventato virale disse:<em>” Nel nostro mondo, un uomo è sicuro di se,una donna è arrrogante. Un uomo è senza compromessi, una donna è rompicoglioni. Un uomo è assertivo, una donna aggressiva….”</em>.</p>



<p>Quante sono le differenze ingiustificate che vengono attribuite ai medesimi comportamenti?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sono solo parole</h3>



<p>“Sottovalutare i nomi delle cose è l’errore peggiore di questo nostro tempo, che vive molte tragedie, ma soprattutto vive quella semantica, che è una tragedia etica. La violenza fisica, la differenza di salario, il divario di carico mentale e del lavoro domestico, sono comportamenti quotidiani che rappresentano scelte, scelte per cui vale la pena alzare la propria voce.”</p>



<p>E no, non stiamo esagerando.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando il posizionamento del brand non è più sufficiente</title>
		<link>https://www.paolaiannone.com/quando-il-posizionamento-del-brand-non-e-piu-sufficiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 10:22:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Comodino Di Paola]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi mesi sono stata coinvolta in prima persona nell’organizzazione di un worskshop interno sulla strategia della sostenibilità per il nostro gruppo, con il supporto di CBA e in particolare di Cinzia Malerba e Margherita Sacchitiello. Grazie a loro ho scoperto un libro che mi ha profondamente colpita. Eravate a conoscenza che i Brand vengono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questi mesi sono stata coinvolta in prima persona nell’organizzazione di un worskshop interno sulla strategia della sostenibilità per il nostro gruppo, con il supporto di <strong>CBA</strong> e in particolare di <strong>Cinzia Malerba</strong> e <strong>Margherita Sacchitiello</strong>. Grazie a loro ho scoperto un libro che mi ha profondamente colpita.</p>



<p><strong><em>Eravate a conoscenza che i Brand vengono immessi sul mercato puntando sulle caratteristiche prestazionali?</em></strong></p>



<p>“Il nostro dentifricio è migliore degli altri?! “Siamo più bravi a sbiancare i denti”.</p>



<p>Nel<strong> brand marketing </strong>questo gioco si chiama<strong> posizionamento.</strong></p>



<p>Ma, ad oggi, non è più sufficiente perché<strong> è stato spazzato via dal Brand Activism.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-4240" src="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo5_1-1024x1024.jpg" alt="" width="1300" height="1300" srcset="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo5_1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo5_1-300x300.jpg 300w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo5_1-150x150.jpg 150w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo5_1-768x768.jpg 768w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo5_1-650x650.jpg 650w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/articolo5_1.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></figure>



<p><strong>Philip Kotler</strong> nel libro <strong><em>“Brand Activism” </em></strong>definisce questa forma di attivismo come “la chiara volontà da parte dell’azienda di assumersi responsabilità in ambito sociale e di partecipare al raggiungimento del bene comune”.</p>



<p>Il messaggio che viene veicolato è rivoluzionario perché viene messa in evidenza la necessità di esprimere attraverso azioni concrete quello che viene definito il <strong>brand purpose dell’ azienda, la ragione del perché esiste e questo al di là del semplice profitto.</strong></p>



<p>Le aspettative nei confronti delle aziende sono oggi elevatissime, perché secondo l’ @Edelman trust barometer del 2021 <strong>il datore di lavoro è percepito come il nuovo rifugio in cui riporre la propria fiducia.</strong></p>



<p>E’ giunta l’ora di uscire dalle nostre fabbriche, dal nostro perimetro di azioni e di gettare lo sguardo ad un ecosistema aperto che costruisca ponti con le università, con i partner, con le associazioni di categoria e con il mercato.</p>



<p>Cio’ che conta è l’azione e la domanda che dovremmo porci è: come può il nostro Brand risolvere quei problemi che preoccupano i nostri clienti e i nostri collaboratori?</p>



<p>Voi cosa consigliate?</p>



<p>#brand #activism #purpose #Brandmarketing #trust #posizionamento</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come diventare manager rimanendo delle brave persone</title>
		<link>https://www.paolaiannone.com/come-diventare-manager-rimanendo-delle-brave-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 10:16:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Comodino Di Paola]]></category>
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					<description><![CDATA[Da sempre sono una lettrice entusiasta di Giuseppe&#160;Morici&#160;e del suo libro “Fare i manager rimanendo brave persone” Un libro che è lì, nella piccola biblioteca del mio ufficio a guardarmi e a ricordami che sì, e’ possibile combinare umanesimo con performance aziendali. Ancora oggi ricordo il suo bellissimo intervento all&#8217;Assemblea di Centromarca di qualche anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da sempre sono una lettrice entusiasta di <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.linkedin.com/in/giuseppe-morici-2461193/" target="_blank">Giuseppe&nbsp;Morici</a>&nbsp;e del suo libro <strong>“Fare i manager rimanendo brave persone”</strong></p>



<p>Un libro che è lì, nella piccola biblioteca del mio ufficio a guardarmi e a ricordami che sì, e’ possibile combinare umanesimo con performance aziendali.</p>



<p>Ancora oggi ricordo il suo bellissimo intervento all&#8217;Assemblea di Centromarca di qualche anno fa e che potete ritrovare <a href="https://www.linkedin.com/pulse/il-mio-intervento-allassemblea-di-centromarca-giuseppe-morici/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a></p>



<p>Ecco alcuni passaggi chiave che risultano cosi moderni per me, alle prese, oggi, con la definizione di una agenda corporate per la sostenibilità del nostro gruppo:</p>



<p><strong>1) <em>“Apriamo le nostre agende, lasciamo tempo libero per parlare e per pensare”</em>.</strong></p>



<p>Il pensiero è fondamentale per costruire nuove visioni, e tutti, come manager, dovremmo prendercene cura come</p>



<p><strong>2) <em>“L’ambizione, tra tutti i vizi umani, è quella che assomiglia maggiormente a una virtù”</em>.</strong></p>



<p>Dobbiamo diventare ambiziosi, guardare avanti, Dobbiamo essere ottimisti intelligenti. Ma non solo come individui, possiamo trasformare l’ ambizione in qualcosa di sistemico e, quindi, collettivo.</p>



<p><strong>3)<em> “Un errore compiuto nella direzione giusta, non è un errore”</em></strong></p>



<p>Un messaggio, questo, che oggi più che mai deve essere di incoraggiamento per supportare l’innovazione e darci coraggio nell’ affrontare quelle azioni “rischiose” che mettono in discussione le nostre certezze, i nostri processi e i nostri flussi.</p>



<p>E questo mi riporta al <a href="http://www.boltongroup.net/it-it/homepage" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gruppo Bolton</a>. Abbiamo il piacere di essere fornitori per questa grande realtà e vantiamo una relazione di successo che è maturata negli anni.</p>



<p>La stima reciproca ha portato noi ed il Gruppo Bolton a creare negli anni un nuovo ventaglio di prodotti e a migliorarci in nuovi aspetti del business.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/2-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4232" width="1300" height="1300" srcset="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/2-1024x1024.jpg 1024w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/2-300x300.jpg 300w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/2-150x150.jpg 150w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/2-768x768.jpg 768w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/2-650x650.jpg 650w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/2.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></figure>



<p>E le parole di&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/in/giuseppe-morici-2461193/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Morici</a>&nbsp;ancora una volta riecheggiano nella mia testa e sembrano affermarsi con forza nella strategia del gruppo:</p>



<p><strong><em>“Serve visione e coraggio, per coniugare la performance di business con la cura per le persone, la missione sociale e la sostenibilità ambientale dell’impresa”.</em></strong></p>



<p>Una strategia, questa, che fa della coerenza una lezione per tutti.</p>



<p>Basti pensare alla partnership con la fondazione <a href="https://www.linkedin.com/company/fondazione-giangiacomo-feltrinelli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Feltrinelli</strong></a><strong> </strong>o con il <strong>Sustainability Report</strong> nel quale anche la scelta di un termine come <strong>“chairwomen</strong>”&nbsp;dedicato a <strong>Marina Nissim </strong>ha un significato a supporto della promozione della <strong>gender equality</strong>.</p>



<p>Non c’è monito che mi accompagni di più nel mio ruolo in <a href="https://www.linkedin.com/company/6408422/admin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">All4labels</a> che il seguente stralcio del libro:</p>



<p><strong><em>“ Serve un vocabolario nuovo. Servono responsabilità, rispetto, coscienza e orientamento al futuro. Le aziende non sono soggetti&nbsp;economici con una responsabilità sociale, ma sono soggetti sociali con una responsabilità economica”.</em></strong></p>



<p>Alla fine, secondo&nbsp;Morici&nbsp;<strong><em>i</em></strong><em>l manager è semplicemente colui che</em> <strong><em>“si assuma la responsabilità di guidare con umanesimo e un pizzico di leggerezza”.</em></strong></p>



<p>E voi, che ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alleni la tua mentalità di crescita?</title>
		<link>https://www.paolaiannone.com/alleni-la-tua-mentalita-di-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 09:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Comodino Di Paola]]></category>
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					<description><![CDATA[Hai mai allenato il tuo talento ed il tuo cervello?Viviamo in un mondo in continuo mutamento, nuovo, ricco di impulsi e di novità e questo ha portato in maniera inequivocabile ad un cambiamento del nostro mindset.Secondo Carol Dweck, docente e psicologa della Standford University è possibile sviluppare un nuovo approccio verso le informazioni che riceviamo&#160;&#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Hai mai allenato il tuo talento ed il tuo cervello?Viviamo in un mondo in continuo mutamento, nuovo, ricco di impulsi e di novità e questo ha portato in maniera inequivocabile ad un cambiamento del nostro mindset.Secondo Carol Dweck, docente e psicologa della Standford University è possibile sviluppare un nuovo approccio verso le informazioni che riceviamo&nbsp;&#8211; il mindset, appunto &#8211; allenando il nostro atteggiamento.Quotidianamente, nel mio lavoro, mi ritrovo a processare una serie continua di informazioni. La realtà di ALL 4 Labels è un continuo divenire, un lavoro sempre volto all’ innovazione e alla crescita quindi vivendo ogni giorno queste trasformazioni interne sono arrivata a comprendere quanto sia importante riuscire a filtrare nel modo giusto gli input&nbsp;e a formulare un’ azione di risposta veloce e coerente.Per riuscirci, però, mi sono allenata proprio come quando vai in palestra e corri per un’ ora sul tapis roulant. In questo caso la nostra palestra diventa la quotidianità ed il tapis roulant il nostro atteggiamento verso il lavoro, la conoscenza e, più in generale, la vita.Mi alleno ad avere una mentalità aperta, propensa al cambiamento, alla crescita costante insomma a quello che in inglese viene definito “growth mindset”.Come madre lo ritrovo nei miei figli, ad esempio. Nel loro vedere la vita con gli occhi spalancati e continuamente avvolti dalla sorpresa della scoperta. Noi adulti abbiamo perso la voglia di scoprire, presi da mille difficoltà e problematiche, ma possiamo provare a recuperarla.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="390" src="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/1612881518620.jpg" alt="" class="wp-image-4215" srcset="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/1612881518620.jpg 1024w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/1612881518620-300x114.jpg 300w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/1612881518620-768x293.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dobbiamo essere pronti a vagliare ciò che ci aspetta, cercando di mantenerci al passo con il nuovo che avanza e rubando dai nostri figli il loro modo di spalancare gli occhi.Credo che questo non restare immobili in un “fixed mindset” o in una calda e confortevole zona di comfort sia fondamentale anche per chi fa impresa.Oggi, in piena rivoluzione 4.0 dobbiamo dare il benvenuto al “digital mindset”. Concetto, questo, definito da Vivienne Benke&nbsp;nel suo “ The Digital Mindset. A theoretical discussion” nel qualemette in evidenza comeogni singolo individuo utilizzi le proprie conoscenze ed esperienze nella creazione e nello sviluppo di un atteggiamento orientato al successo nell’ ambiente digitale.Viviamo in un mondo completamente diverso, non credi?Ormai utilizziamo piattaforme per lavorare, instaurare nuove amicizie o per mantenerci più vicino nella distanza, ordiniamo pizza e sushi, acquistiamo libri, film e musica cliccando su una app. Insomma siamo immersi nel mondo digitale.E se nella vita quotidiana è così, nella vita professionale le cose non sono per nulla diverse.Anche il modo di fare impresa è cambiato, completamente. I cicli di innovazione si accorciano per effetto della spinta fornita dalla digitalizzazione e così nuove imprese e player nascono ed emergono sul mercato, con offerte sempre più tecnologiche e pronte a cambiare le nostre abitudini.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/1612881622264-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4216" srcset="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/1612881622264-1024x1024.jpg 1024w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/1612881622264-300x300.jpg 300w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/1612881622264-150x150.jpg 150w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/1612881622264-768x768.jpg 768w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/1612881622264-650x650.jpg 650w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/1612881622264-1300x1300.jpg 1300w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/1612881622264.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>In All 4 Labels, dove l’ innovazione è un valore portante, tutte le attività, i processi, le competenze ed i modelli aziendali sono modificati al fine di consentire ai nostri clienti di poter sfruttare le tecnologie digitali per implementare il loro successo ed il loro business aziendale.Crediamo nella digitalizzazione ma non perdiamo lo “human touch” perché All 4Labels è fatta di persone e per quanto si viva in un mondo iperattivo non vogliamo perdere il nostro essere umani.Le nostre attitudini, abilità, competenze non vengono abbandonate anzi, le rendiamo ancora più forti e vincenti coltivando il nostro mindset perché sono proprio questi elementi a fare la differenza e a permetterci di essere sempre dei player presenti e forti sul mercato.Insomma, dobbiamo essere rivoluzionari, dobbiamo essere parte attiva di questo momento, di questo processo. Perche, se è pur vero che ormai siamo circondati dalla tecnologia, è anche vero che questa tecnologia nasce da noi, dal nostro talento, dalla nostra voglia di guardare completamente e con fiducia al futuro.Non dimentichiamo che:“<em>L&#8217;innovazione non è mai arrivata attraverso la burocrazia e la gerarchia. È sempre arrivata attraverso gli individui.”</em>John Sculley, AD Apple.</p>
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		<title>Emotional Agility</title>
		<link>https://www.paolaiannone.com/content-marketing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2019 09:24:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Comodino Di Paola]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
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					<description><![CDATA[Sedicimila: quante parole diciamo, in media, ogni giorno. Quindi immaginate quante cose non dette teniamo dentro. Giudizi, valutazioni, emozioni positive e negative. La teoria prevede che i sentimenti negativi non debbano trovare posto in ufficio. Che i leader, i manager, i dirigenti debbano essere o stoici o sempre allegri. Devono mostrare fiducia ed ottimismo, eliminando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sedicimila</strong>: quante parole diciamo, in media, ogni giorno. Quindi immaginate quante cose non dette teniamo dentro.</p>
<p><strong>Giudizi, valutazioni, emozioni positive e negative.</strong></p>
<p>La teoria prevede che i sentimenti negativi non debbano trovare posto in ufficio. Che i leader, i manager, i dirigenti debbano essere o stoici o sempre allegri. Devono mostrare fiducia ed ottimismo, eliminando tutto quello che è considerato negativo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4226 size-large" src="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2019/05/emotional_agility-01-1024x1024.jpg" alt="" width="1024" height="1024" srcset="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2019/05/emotional_agility-01-1024x1024.jpg 1024w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2019/05/emotional_agility-01-300x300.jpg 300w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2019/05/emotional_agility-01-150x150.jpg 150w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2019/05/emotional_agility-01-768x768.jpg 768w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2019/05/emotional_agility-01-650x650.jpg 650w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2019/05/emotional_agility-01.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>Ma siamo esseri umani, non trovate?</strong></p>
<p>Nel mio continuo flusso di pensieri e parole mi sono imbattuta in <strong>“Emotional agility”</strong> di Susan David Phd, e sono rimasta spiazzata dalla forza e dalla semplicità del messaggio che intende trasmettere.</p>
<p>Ho scoperto che tutti noi possiamo avvicinarci alle nostre emozioni in modo consapevole piuttosto che sopprimerle.</p>
<p>Quello che potrà determinare il nostro successo dipende da come facciamo si che vivano nel nostro io interiore.</p>
<p><strong>Come ? Seguendo quattro semplici regole</strong></p>
<ol>
<li>Riconoscendo i nostri schemi ed accentando di essere “bloccati”. Da qui possiamo dare vita al cambiamento.</li>
<li>Etichettando i nostri pensieri e le nostre emozioni così da vederli come dei momenti di passaggio e comprendere quanto possano essere realmente utili.</li>
<li>Accettandoli. Vivendo ogni emozione con un atteggiamento aperto, propositivo e lasciandoli vivere. Potrebbero essere dei segnali che sta accadendo qualcosa di importante.</li>
<li>Agendo in base ai nostri valori.</li>
</ol>
<p>La risposta che si otterrà ci permetterà di dare inizio ad un nuovo cambiamento e ad essere i leader che desideriamo.</p>


<p></p>
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		<title>&#8220;La parola Magica&#8221; di Paolo Borzacchiello</title>
		<link>https://www.paolaiannone.com/10-coaching-tips/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 May 2019 14:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Comodino Di Paola]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Creative]]></category>
		<category><![CDATA[Strategy]]></category>
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					<description><![CDATA[La parola magica è il primo libro che ho letto durante il primo lock down, a quel tempo mamma era venuta a stare da noi, e io mi sono ritrovata con il lusso di poter dormire sul divano, con un lume acceso, a rifugiarmi dentro i libri. Quando hai figli piccoli come i miei, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La parola magica è il primo libro che ho letto durante il primo lock down, a quel tempo mamma era venuta a stare da noi, e io mi sono ritrovata con il lusso di poter dormire sul divano, con un lume acceso, a rifugiarmi dentro i libri.</p>
<p>Quando hai figli piccoli come i miei, la sera ti toccano almeno 5 Peppa Pig, prima di godere di un momento veramente per te.</p>
<p>Perdermi nelle pagine di questo libro è stato un vero lusso. Ma il tema del lusso del tempo per una mamma, merita un altro articolo. Vi prometto che lo scriverò! Adesso torniamo a questo bellissimo libro di <a href="https://www.paoloborzacchiello.business/">Paolo Borzacchiello</a>.</p>


<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/parolamagica-1-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4236" width="1298" height="1298" srcset="https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/parolamagica-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/parolamagica-1-300x300.jpg 300w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/parolamagica-1-150x150.jpg 150w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/parolamagica-1-768x768.jpg 768w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/parolamagica-1-650x650.jpg 650w, https://www.paolaiannone.com/wp-content/uploads/2021/05/parolamagica-1.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1298px) 100vw, 1298px" /></figure>



<p><strong>Comunicare o interagire?</strong></p>



<p>Se pensi che sia importante &#8220;comunicare&#8221; – sostiene Paolo Borzacchiello- inizia a pensare che la cosa importante, invece, è &#8220;interagire&#8221;.</p>



<p>Gli esseri umani, infatti, non comunicano, INTERAGISCONO.</p>



<p>Immaginate come questo concetto, per me che sono da sempre stata una profonda sostenitrice dell’importanza delle relazioni umane e dell’empatia come chiave dell’accessibilità, ha messo in discussione i miei saperi.</p>



<p>Per chi come me lavora con le parole, con la veicolazione di messaggi aziendali, di marketing, di comunicazione in generale, ha rappresentato un elemento di rottura con le convinzioni pregresse.</p>



<p>Ho iniziato un vero e proprio interrogatorio personale: sono certa di usare le parole con efficacia? Veicolo davvero correttamente il messaggio che voglio venga compreso? Uso bene le parole?</p>



<p><strong><em>Le parole, anche le più banali, le più semplici, pensiamo davvero di usarle bene?</em></strong><strong></strong></p>



<p>Dopo tutto l’arte della comunicazione, non è dire parole, ma arrivare al cuore delle persone, convincerle in un certo qual senso a compiere delle scelte a prendere delle decisioni.</p>



<p>A tal proposito consiglio un video molto interrasante dell&#8217; “irriverente” fondatore dell’Universita HCE. Un approfondimento interessante sulla conoscenza del nostro cervello ed i suoi errori cognitivi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Bias cognitivi: scopri tutti gli errori che compie il tuo cervello (parte 1)" width="1100" height="619" src="https://www.youtube.com/embed/s7FhnHP_cdI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>E&#8217; molto interessante, collegare tutto alla nostra vita, al nostro contributo all’interno delle comunità in cui viviamo. Come per me, collegare gli studi sulla neuroscienza al packaging, e comprendere meglio tutte le ripercussioni che impattano sulle scelte del consumatore.</p>



<p>La psicologia comportamentale, oggi ci insegna l’importanza di creare confezioni e imballaggi che risultino non solo <em>“eye-catching</em>”, ma che siano in grado di coinvolgere quanto più possibile anche altri sensi oltre alla vista. Questo è un trend dell’industria dell’imballaggio che va senz&#8217; altro approfondito.</p>



<p>Vi lascio con una bellissima filosofia di vita legata alle persone <strong><em>“dirette”</em></strong>, quelle che non hanno paura di <em>“prendere posizioni”</em> e di lottare per le proprie idee, che mi ha molto entusiasmata di Paolo Borzacchiello che si definisce un innamorato entusiasta del potenziale umano.</p>



<p><em>“So di non poter cambiare tutto il pianeta Terra, ma so che se uso un certo tipo di linguaggio le persone che sono disposte a mettersi in discussione, ad andare in crisi anche, allora sentiranno il mio richiamo e quindi verranno a me; è una scelta molto precisa”.</em> Paolo Borzacchiello</p>



<p>Il mettersi in discussione è per me esercizio alla flessibilità, a quel atteggiamento mentale che ci consente di superare i limiti che a volte ci precostituiamo nella nostra mente, e che ci blocca minando il confronto con il mondo esterno.</p>
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