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	<title>mail &#8211; Paola Iannone</title>
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		<title>Quanto contano le Soft kills?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 09:24:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo il World Economic Forum la tendenza che sta cambiando maggiormente il mondo del lavoro è dato dalle soft skill. Molte aziende oramai sono sempre più interessate alle competenze trasversali dei loro dipendenti. Questo perché si accorgono che la formazione classica prepara solo all&#8217;aspetto tecnico del lavoro, ma non da competenze per gestire se stessi e gli altri. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il <em>World Economic Forum</em> la tendenza che sta cambiando maggiormente il mondo del lavoro è dato dalle <em>soft skill</em>. Molte aziende oramai sono sempre più interessate alle competenze trasversali dei loro dipendenti. Questo perché si accorgono che la formazione classica prepara solo all&#8217;aspetto tecnico del lavoro, ma non da competenze per gestire se stessi e gli altri.</p>
<p>Rockfeller, già anni addietro, diceva <strong><em>&#8216;sono pronto a pagare la capacità di trattare con la gente più di qualsiasi altra capacità al mondo&#8217;</em></strong>, un approccio visionario che noi ad @all4labels condividiamo pienamente.</p>
<p>E’ per questo che abbiamo inserito all’interno del nostro format Ease the Raise, volto alla promozione della crescita professionale, un pilastro dedicato alle <strong>soft skills con </strong>dei workshop dedicati alla:</p>
<ul>
<li>Leadership;</li>
<li>L’apprendimento continuo;</li>
<li>Un atteggiamento positive;</li>
<li>L’attitudine alla cambiamento;</li>
<li>Il problem solving</li>
</ul>
<p>Stiamo assistendo all’evoluzione del mondo del lavoro, sempre più votato allo Smart working e alla flessibilità. Interazioni interaziendali che prima erano prettamente fisiche sono diventate digitali, con un conseguente proliferarsi di e-mail che spesso rischiano di essere infruttuose, non efficaci ed eccessivamente lunghe.</p>
<p>Per questo con l’intervento di Alessandra Perotti, editor di comprovata esperienza, abbiamo provato a rispondere alla domanda: Come può essere una e-mail perfettibile?</p>
<p>Riunendo intorno al tavolo 30 membri del nostro team, abbiamo scoperto che:</p>
<ul>
<li>La mail deve essere analitica, contenere al massimo 3 messaggi chiari, ed avere una impostazione grafica che sia chiara, facile da intercettare e con un oggetto coerente;</li>
<li>La mail deve avere spazi vuoti, perché bisogna far <strong>respirare</strong> durante i passaggi l’interlocutore. Scrivere una mail da questo punto di vista potrebbe essere un atto di gentilezza, avere rispetto dei tempi altrui.</li>
<li>L’uso delle parole deve essere scelto accuratamente, prediligendo <strong>termini positivi</strong> perché se il pensiero è rafforzato quando scriviamo su un foglio bianco, è importante allineare la nostra mente verso soluzioni possibili piuttosto che verso imprevisti assolutamente fisiologici in una realtà produttiva.</li>
</ul>
<p>Sono stata molto stupita del grande interesse mostrato verso un tema tipicamente umanistico, che denota quanto invece ci sia voglia di migliorarsi, di confrontarsi e di crescere insieme all’interno della nostra organizzazione.</p>
<p>Mi piace concludere con uno dei feedback di Matteo De Martino, plant manager della divisione flexible del sito di Nocera:</p>
<p>“<em>Stiamo imparando che la bellezza della forma è il riflesso di uno stato di evoluzione personale, di attenzione per l’interlocutore e visione dell’obiettivo”.</em></p>
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